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Comunicazione

Il progetto BrainArt, si compone di una parte tecnologica/clinica, una socio-sanitaria e una artistica/museale con finalità sociale. In questo senso il progetto necessita di una gestione della comunicazione accurata e diversificata, che si declini in tre approcci diversi, rispondenti a tre obiettivi complementari: da un lato comunicare alla comunità scientifica i risultati della sperimentazione clinica, al contempo raggiungere e sensibilizzare il pubblico di non addetti ai lavori sul tema della demenza, infine comunicare con dovizia i risultati del progetto in toto. Questi quindi, i tre processi di promozione del progetto individuati: 1) Comunicazione multistakeholder 2) Pubblic Engagement 3) la disseminazione dei risultati. 1) Una comunicazione ampia e divulgativa per la comunità dei territori coinvolti dalle attività di progetto e dalla più ampia rete virtuale degli utenti web. Questa linea, curata direttamente dal capofila CRAMS, prevede l’apertura dei canali web adatti a raggiungere il più ampio bacino di utenti in Italia e in Svizzera. Un sito internet e i canali social in tre tre lingue si occuperanno non sollo di diffondere i risultati del progetto, ma anche di moderare e ravvivare un dialogo sull’influenza delle nuove tecnologie nella cura dei pazienti e sul rapporto tra comunità scientifica, attività culturali e coinvolgimento dei cittadini. Con il Museo Vela, artisti selezionati nel campo dell’audiovisivo e il team comunicazione CRAMS, sarà possibile realizzare un lavoro di storytelling del progetto, sottoforma di video-racconto. Tale strumento, insieme agli output del WP6, fornirà i contenuti necessari non solo al sito e ai social, ma servirà da supporto agli eventi pubblici e alle occasioni di scambio di buone pratiche che saranno organizzate. 2) Il Pubblic Engagement, così come definito dal AAAS Logic Model for Public Engagement with Science. American Association For the Advacement of Science mira al coinvolgimento specifico della comunità scientifica e delle strutture sanitarie pubbliche e private, Quindi delle Istituzioni Pubbliiche, in primis quelle dell’area d’intervento. Attraverso l’organizzazione di convegni di settore, field visits per addetti ai lavori nelle strutture ATS e del capofila svizzero Pro Senectute e una pubblicazione scientifica sulla sperimentazione, sarà possibile portare avanti un lavoro di advocacy che passi attraverso l’allargamento della base scientifica e delle strutture cliniche interessate a validare il lavoro di sperimentazione del progetto. Questa parte “specialistica” della comunicazione vedrà coinvolti, in chiave di collaborazione transfrontaliera, l’Istituto NEED e i due soggetti sanitari ATS e Pro Senectute, con la supervisione e il coordinamento logistico del capofila CRAMS 3) La disseminazione dei risultati guarderà invece con maggiore attenzione gli stakeholder pubblici e privati sui quali è possibile operare una scalabilità del progetto in termini di consolidamento della sperimentazione, passaggio di competenze e trasferimento tecnologico. Partendo da una dimensione transfrontaliera e quindi guardando innanzitutto alle strutture amministrative e socio-sanitarie delle zone d’intervento, si allargherà poi lo sguardo fuori dall’area di progetto per coinvolgere policy-makers, terzo settore, associazioni di categoria, gruppi informali di caregivers, spazi culturali, mondo dei fab-lab e della comunità maker nel conoscere e sperimentare in prima persona le tecnologie Soundbeam, SoundTouch e SoundAir. Sia da un punto di vista clinico che di Audience Engagement il lavoro di dissemination promuoverà la replicabilità e scalabilità del progetto. Un esempio di tale relazione può essere rappresentato dalla condivisione dei primi risultati con il progetto già in fase di implementazione con fondi H2020 “OpenCare” attivo su Milano e centrato proprio sui temi delle nuove tecnologie come strumento di innovazione dei servizi alla persona.